28 dicembre 2006

I HAVE A DRINK...

Quasi dimenticavo... c'è qualcuno che è in debito di qualche drink... ero un po' andato quella sera all'Officina, non ricordo bene di preciso... ma direi a occhio e croce 4-5 ragazze... forza... costituitevi... è meglio per voi...

Questo è Vita da Strega. Titolo originale Bewitched (dal quale è stato tratto un film con la Kidman di recente). Lei si chiamava Samantha e faceva le magie arricciando il naso.

Invece questa sotto era Strega per amore. Titolo originale I dream of Jeannie. Lei si chiamava Jeannie e viveva dentro una bottiglietta, come se fosse un genio della lampada e non usava nessuna scopa, a pensarci bene era più un genietto che una strega, e per fare le magie incrociava le braccia e strizzava gli occhi.


Le sigle di entrambe le serie erano fatte a cartoni, ed entrambi i mariti erano lo stereotipo del marito americano. Nella prima mi pare fosse un pubblicitario dipendente di un'azienda, nella seconda era un maggiore dell'esercito. In entrambi i casi c'erano da fare i conti con i superiori dei mariti e con i bizzarri parenti delle streghe. Beata spensieratezza anni settanta...

Comunque le serie erano 2, come dicevo io.

27 dicembre 2006

R U READY?

Vorrei spezzare una lancia a favore di Rule of Rose gioco per consolle finito sotto polemiche per i temi trattati, e al quale giocherò dal 29 al 31 Dicembre. Qualcuno, senza averci giocato sostiene a priori che non sia giusto rendere disponibile un gioco così. Io ripeto di non averci giocato e visto che sia cronaca che film che romanzi che giochi e altro non mi scandalizzano perché sono un duro, hihi, parlerò più che altro di etica. Si sono dette un casino di cazzate su questo gioco. Tipo "VINCE CHI SEPPELLISCE VIVA LA BAMBINA". Non è così. Dico quel che ho letto sull'Espresso di questo gioco e mi ha subito spinto ad informare Omar dell'uscita. E' quel genere di giochi tipo Silent Hill, che io da piccolo chiamavo Adventure (Monkey Island ecc.) che adesso si sono un po' rivoluzionati mischiando azione e strategia e investigazione e credo che chiamino Survival Horror, visto che ormai, come nella musica c'è un genere preciso per tutto. Ambientato nel 1930, una ragazza di nome Jennifer (ha 19 anni - maggiorenne) deve sfuggire alle perfide amiche che vogliono ucciderla. Tu, che impersoni Jennifer, devi salvarti. Il gioco è già di per sé positivo e potrei già finire qui. Sono peggio quei giochi dove tu sei il bullo e devi diventare il boss del quartiere o stronzate simili. Per me vale la pena giocare a qualunque cosa finché non ti stufa. Comunque nel gioco sono contenute allusioni sessuali adolescenziali, gerarchie adolescenziali, male e violenze adolescenziali. Si noti bene. Da adolescente ad adolescente. Tutta psicologia. Tutta estremizzata per cogliere alla sprovvista il giocatore e scioccarlo. Perché nel mondo dei bambini non succedono queste cose (a meno che non ci siano di mezzo gli adulti). Ok. Dunque è un plot che può solo far riflettere o entusiasmare a livello romanzesco la persona matura e mentalmente sana al quale il gioco è indirizzato. Sì, Il gioco è vietato ai minori di 16. Ok direte voi, qualunque minore ne può venire in possesso. Giusto, anche delle sigarette. Ma lo stato ci marcia e nessun politico dice niente. Quindi a questo punto si dovrebbe censurare praticamente ogni cosa che passa in tv, dai programmi ai telegiornali per rischio emulazione o cose varie, censurare ogni modella che pesa 40 chili ed è alta come Widmer, censurare ogni fumetto giapponese, ogni cosa che può sembrare diseducativa, ogni modello che a qualcuno non sta bene. Ma non è possibile. Ok. Potevano vietarlo ai minori di 18. Questo forse è stato un errore. Ma non credo che un sano maggiorenne possa essere deviato da queste cose. Purtroppo c'è che al mondo d'oggi appena qualcosa entra in commercio può finire nelle mani di tutti. Tutto è per tutti. E non dovrebbe essere così. Ma non si può certo negare alla maggioranza di persone sane di godere del piacere di giocare a questo gioco senza poi andare a seppellire nessuno o di guardare una modella senza diventare anoressiche o di guardare un fumetto senza poi diventare un terrorista. Io credo che spesso ci siano campagne su queste cose, come la caccia alle streghe. Ci sono passati i film, i fumetti, ed i videogiochi. Eliminando i videogiochi non si elimina niente. La maggior parte delle guerre sono in quei luoghi dove i ragazzi crescono senza sapere che cazzo è una consolle.

Sotto i tutti i trailer censurati in Italia.

http://www.youtube.com/watch?v=GNNjLJXjJOs

E questo che mi piace particolarmente.

http://www.youtube.com/watch?v=JeZ5vCHnJoo

14 dicembre 2006

QUIZ SHOW

Super Concorso!
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Sei appassionato di rompicapi?
Le sciarade sono la tua passione?
La settimana enigmistica ti sta stretta?
Il cubo di Rubik è un gioco da ragazzi per te?
Con i rebus ti ci pulisci il culo?
Mettiti alla prova con il nostro quiz!
Decifra il codice di questa contorta sequenza!
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gec taue loc bacio jate salti orli gia gin emi san susa ama urgeon ciarli mac lib gaspa cler crisi herri basta sai top des pind mai mass uolt chuc vinc chu soie canovac eco sergio berni rob rese mari russo vera bume le siamo ila pulo agri eta manue
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RICCHI PREMI!!!
(by Lima)

13 dicembre 2006

ERAGON


In arrivo al cinema nuova saga fantasy!
Non ho idea di come sia in quanto non ho letto i libri di Christopher Paolini.
MA E' UNA TRILOGIA!
E questo basta per farmi correre al cinema.
Sara dì la verità, stai già strippando vero?

P.s. Spero non sia deludente come Narnia... (o come dice l'Esther... Nornia!)

Dai Esther ti allego un po' di turkish delight...


Per le bambine ultragolose come Babbu ci sono anche quelli ricoperti di cioccolato!!!

06 dicembre 2006

AKEMI

Akemi
in concerto
giovedì 7 dicembre
ore 22.00

c/o OFFICINA 49
La foto l'ho fatta un annetto fa per S.Giovanni
(Robi nella foto non c'è perché mi sta sul cazzo)

02 dicembre 2006

STOVIGLIE COLOR NOSTALGIA (foto)

FOTO 1 - FOTO 2
FOTO 3

FOTO 4 - FOTO 5

FOTO 6

FOTO 7

STOVIGLIE COLOR NOSTALGIA (testo)

Ho da poco acquistato questa macchina, ad un mercatino. (FOTO1)
Costava 4 euro. Solo che era scaduta, nel senso che era lì da più di due mesi, data dopo la quale, per le regole dei mercatini, il prezzo viene dimezzato. Quindi l'ho pagata 2 euro.
È completamente meccanica: la leva che fa avanzare la pellicola carica nel frattempo la molla che, alla pressione del tasto di scatto, fa aprire e chiudere l'otturatore (il tempo di esposizione è fisso e forse si allunga se installi il flash. Da informazioni trovate in rete pare che abbia un'apertura fissa di F/11 (scattando col vano aperto e senza rullino si vede in effetti che il diametro dell'otturatore è attorno al paio di millimetri, da cui dovremmo dedurre una focale equivalente di 22mm).
E' una kodak instamatic 133. Di quelle che possono montare il flash a cubetti. Sopra, sulla destra della foto, si vede l’attacco per il flash.
Chi se li ricorda? (FOTO2)
Erano usa e getta e ogni cubo aveva quattro vite, nel senso che facevi un lampo, poi lo giravi altre tre volte (una per ogni cella). E poi lo buttavi. Era stupendo. Erano gli anni settanta. Fino a quegli anni era possibile comprare i cubetti flash.
Ormai ai giorni nostri queste chicche si trovano a fatica.
Parlando con mio babbo mi dice che c'era un tale avanzamento tecnologico e una tale produzione di innovazioni che dopo poco lasciavi perdere le cose vecchie e passavi alle nuove. Le dimenticavi e le buttavi. E non vi posso descrivere gli occhi di mio babbo quando parla della sua mitica Bencini Koroll.
La mia instamatic è una macchinetta del cavolo per carità, un giocattolino, ma la cosa carina è che monta rullini 126. Ok. Chi pensa ai rullini adesso pensa a quelli standard 35mm (spesso siglati 135) con un negativo 24X36 mm. Ok, qualcuno dirà che ci sono anche gli aps, o al massimo i più informati tireranno fuori i 120 (6x6) e i (4x5), rullini tutt'ora in commercio.
Il fatto è che i 126 non sono più in commercio.
Ma avete capito quali sono?
I pocket. Quelli a pacchetto. Che tu incastonavi nella tua macchinetta. (FOTO 3)
Il formato del rullino era di quelli particolarmente curiosi: c'erano due cilindretti uniti da un "corridoio" centrale in un cilindretto c'era la pellicola (da 28×28mm), e l'altro era vuoto. Avanzando la pellicola si portava un negativo in posizione di scatto; dopo lo scatto, lì restava, fino a quando non lo si faceva avanzare verso l'altro cilindretto. Alla fine dei 24 scatti, la pellicola era tutta avanzata dall'altra parte.
C’erano anche i compact 110, (FOTO 4) per macchine ancora più piccole che ricordo di aver avuto. Era presente in tutte le mie gite delle elementari. (FOTO 5)
Per giorni mi sono ingegnato su come adattare un rullino 35mm sulla mia instamatic, segando la capocchia del rullino per farlo entrare, srotolando tutta la pellicola al buio, e inserendo una vite nel sotto la leva ti tiro, finché oggi, non ho trovato i rullini 126!
Ne ho presi 3! 24 pose l’una.
Scadutissimi.
Ma è bello così. Adesso li provo! E poi incrocerò le dita sperando che qualcuno me le sviluppi…

Ci sono state un sacco di invenzioni in quegli anni e mi piange davvero il cuore perché tutte le opere o gli obbrobri sono opere di genialità.
Voglio dire, questi HR Disc, quant’erano fighi! (FOTO 6)
Era un disco di pellicola da 15 fotogrammi e formato di 8x10 mm. Sa tanto di spionaggio e microfilm!
E tralascio 8mm, Super 8, Single 8 e le cineprese. E non mi metto a parlare dei mangiadischi da macchina come c’è nel film Il sorpasso, o di dischi in vinile, Stereo 8 o le stupide musicassette.
Mi dispiace non aver vissuto in pieno quel periodo.
E solo il pensare che un giorno spariranno tante cose alle quali mi sto affezionando mi mette un po' di malinconia. Come ho avuto modo di constatare con il buon vecchio Omar, i videoregistratori stanno scomparendo, l'analogico lascia il posto al digitale. Presto smetteranno di produrre le carte per pellicole in bianco e nero. Spariranno i centri di stampa per il bianco e nero. E un giorno non ci saranno neppure più le pellicole. E allora credo che smetterò di fotografare.
Ma soprattutto mancano un sacco di cose della mia infanzia e dell’adolescenza.
E adesso che ho sete non so cosa darei per bermi un… (FOTO 7)

01 dicembre 2006

A VICKY PIACCIONO I PORNO

Mercoledì Vicky ha insistito per andare a vedere Shortbus.
Io ho cercato nei cinema e ho visto che c'era solo all'UGC, che era vietato ai minori di 18, e basta.
Ore 22.30 (quindi per i miei amici che non hanno ancora capito dopo anni questa cosa, il film è iniziato alle 22.50).
Sono entrato in sala sapendo che avrei visto qualcosa.
Sapevo che non avrei visto né Clint Eastwood. Nè Sofia Coppola. Né Alfonso Cuarón.
Sala piena solo al 30-40%.
Non so se avete mai visto Ken Park.
Ok.
Il grado delle scene esplicitamente sessuali è ancora più alto. A tratti potrebbe anche essere pornografico. Ma non lo è. E non c'entra un cazzo con ken park.
Il fatto è che è un film stupendo. E dal mio punto di vista, sarebbe potuto esistere anche senza tutti quei cazzi.
Ma forse no. E comunque non disturbano.
Erano peggio le risate sboccate dei maschi in sala.
Ci sono delle battutte fenomenali che riproporrò per anni ed anni.
Ci sono delle gag assurde e una molto "patriottica".
Ci sono delle scene un po' scioccanti per la loro drammaticità.
Ci sono un sacco di orgie.
Ci sono delle polaroid geniali.
C'è una colonna sonora stupenda (che ancora non si trova)
C'è un'ovetto che farebbe andare via di testa l'Ila e molte altre.
C'è un locale che fa parte di un altro mondo.
C'è il tipo che gestisce lo shortbus, molto draq queen alla Antony che è un fenomeno.
C'è un auto cum shot. No, anzi, un auto ingoio. Com'è possibile? Provare per credere.
C'è tanto amore e gioia.
C'è un senso di liberazione finale che ti solleva.
C'è una New York post 11 Settembre e un plastico da favola.

Sono uscito dalla sala annuendo.
E ogni tanto dicevo. Cazzo che film!
Lo consiglio.
E adesso mi cerco gli altri film di Mitchell.