23 febbraio 2007

KILLING ME SOFTLY


IL BARILE DI AMONTILLADO
Edgar Allan Poe, Novembre 1846
La miriade di offese di Fortunato le avevo sopportate come meglio avevo potuto, ma quando arrivò all’oltraggio giurai di vendicarmi. Voi, che ben conoscete la natura della mia anima, non supporrete che io mi sfogassi in minacce. Finalmente volevo vendicarmi; questo era un punto fermo, ma il modo con cui avrei attuato questo proposito escludeva ogni idea di rischio. Volevo, non soltanto, punire, ma punire rimanendo impunito. Un torto non può essere risarcito se il prezzo pagato ricade su chi si vendica. Del pari non è riparato quando il vendicatore manca di manifestarsi come tale a colui che ha fatto il torto. Si deve sapere che, né con parole né con fatti, detti mai modo a Fortunato di dubitare della mia benevolenza. Continuai, come volevo, a sorridergli ed egli non si accorgeva che il mio sorriso ora era suscitato dal pensiero che sarebbe stato immolato.Aveva un punto debole – questo Fortunato – anche se per altri aspetti era un uomo da rispettare e perfino da temere. Si vantava di essere grande conoscitore di vini. Pochi italiani sono veri virtuosi in materia. Per la maggior parte il loro entusiasmo serve solo per trovare tempo ed opportunità per imbrogliare i milionari inglesi e austriaci. Per i quadri e i gioielli, Fortunato, come i suoi compatrioti, era un ciarlatano, ma in materia di vecchi vini non mentiva. Sotto questo aspetto io non differivo molto da lui; ero esperto di annate italiane di vini e ne compravo largamente ogni volta che potevo.Era quasi buio, quella sera, al colmo delle follie di Carnevale, quando incontrai il mio amico. Mi si avvicinò con un calore eccessivo perché aveva bevuto molto. L’uomo era in maschera. Aveva un abito attillato, a strisce, e in capo un cappello a cono con campanellini. Fui così contento di vederlo che pensavo che non avrei più smesso di stringergli forte la mano."Mio caro Fortunato", gli dissi, "sono felice di averla incontrata. Quanto sta bene oggi! Ma ho ricevuto un barile di qualcosa che passa per Amontillado, ma ho i miei dubbi.""Come?", disse lui, "Amontillado? Un barile? Impossibile! E nel bel mezzo del Carnevale!""Ho i miei dubbi", replicai, "e sono stato così sciocco da pagare il pieno prezzo dell’Amontillado senza consultarla in proposito. Lei non era reperibile ed avevo paura di perdere un affare.""Amontillado!" "Ho i miei dubbi." "Amontillado!" "Debbo chiarirli." "Amontillado!""Dato che lei è occupata, sto andando da Luchesi. Se c’è uno che può dare un giudizio, questo è lui. Saprà consigliarmi.""Luchesi non è capace di distinguere un Amontillado da uno Sherry." "Eppure certi sciocchi sostengono che ha un palato che vale il suo." "Venga, andiamo." "Dove?" "Nelle sue cantine.""Amico mio, proprio no; non voglio approfittare della sua cortesia. Mi rendo conto che lei ha un impegno. Luchesi..." "Non ho impegni... Andiamo!""Ancora no, amico mio. Non è tanto per l’impegno, quanto per il raffreddore dal quale la vedo affetta. Le cantine sono insopportabilmente umide e incrostate di salnitro.""Andiamo ugualmente. Il raffreddore è proprio cosa da nulla. Amontillado! L’hanno raggirata. Per quanto riguarda Luchesi, non sa distinguere uno Sherry da un Amontillado!"Detto questo. Fortunato si impadronì del mio braccio; misi una maschera di seta nera sul viso e, avvolto in un roquelaire, mi lasciai trascinare verso il mio palazzo.Non c’erano servi in casa; s’erano tutti dileguati per godersi il Carnevale. Avevo detto loro che non sarei tornato fino al mattino e avevo esplicitamente vietato loro di allontanarsi dalla casa. Tali ordini erano sufficienti, come ben sapevo, per garantire la loro immediata scomparsa non appena avessi voltato le spalle.Sfilai due torce dal loro sostegno e dandone una a Fortunato, lo pilotai attraverso una serie di stanze fino al passaggio a volta che immetteva nelle cantine. Scesi per una lunga scala a chiocciola, raccomandandogli di stare attento nel seguirmi. Arrivammo finalmente ai piedi della scala e ci ritrovammo insieme sul suolo umido delle catacombe dei Montresors.L’andatura del mio amico era traballante e i campanellini del suo cappello tintinnavano mentre avanzava a grandi passi. "Il barile?", chiese."E più in là", dissi, "ma guardi le bianche ragnatele come brillano sulle pareti di questa grotta!"Si volse verso di me e mi guardò negli occhi con lo sguardo acquoso dell’ubriaco."Salnitro?", domandò dopo un po’. "Salnitro", risposi, "da quanto tempo ha questa tosse?" "Ugh! Ugh! Ugh! Ugh! Ugh! Ugh! Ugh! Ugh! Ugh! Ugh!..." Il mio povero amico non riuscì a rispondermi per molti minuti. "Non è niente", disse alla fine."Venga", dissi con decisione, "torniamo indietro, la sua salute è preziosa. Lei è ricco, rispettato, ammirato, amato; è felice come io lo ero una volta. E un uomo di cui si sentirebbe la mancanza. Io non ho problemi. Torniamo, si ammalerà e non voglio averne la responsabilità. D’altra parte c’è Luchesi...""Basta!", disse, "la tosse non è niente, non mi ucciderà. Non morirò certo di tosse.""Vero, vero", risposi, "ed io non voglio certo allarmarla senza ragione, ma deve essere cauto. Un sorso di questo Medoc ci difenderà dall’umidità."A questo punto feci saltare il collo di una bottiglia che avevo preso da una lunga fila di sorelle che giacevano nella muffa. "Beva", dissi porgendogli il vino.Egli lo portò alle labbra con uno sguardo avido. Fece una pausa e s’inchinò familiarmente verso di me, mentre i campanellini suonavano. "Bevo", disse, "a quanti sono sepolti intorno a noi." "Ed io alla sua lunga vita."Di nuovo mi prese il braccio ed andammo avanti. "Queste grotte", disse, "sono estese.""I Montresors", risposi, "furono una grande e numerosa famiglia." "Ho dimenticato il suo stemma.""Un grande piede umano d’oro, in campo azzurro; il piede schiaccia un serpente rampante che gli morde il tallone." "Ed il motto?" "Nemo me impune lacessit." "Bene!", disse.Il vino gli brillava negli occhi ed i campanelli suonavano. La mia immaginazione si scaldava con il Medoc. Dopo essere passati attraverso lunghe pareti di ossa accatastate, mescolate a barili e botti, giungemmo ai più remoti recessi delle catacombe. Mi fermai di nuovo e mi presi la libertà di afferrare Fortunato per un braccio al di sopra del gomito."Il salnitro!", dissi, "guardi, aumenta. Si attacca alle volte come muschio. Siamo sotto il letto del fiume. Le gocce di umidità penetrano nelle ossa. Venga, torniamo, prima che sia troppo tardi. La sua tosse...""Non è nulla", disse, "andiamo avanti. Ma prima un’altra sorsata di Medoc."Spezzai il collo a una bottiglia di De Grâve e gliela allungai. La vuotò tutta d’un fiato. I suoi occhi brillavano di una luce feroce. Rise e lanciò la bottiglia verso l’alto con gesti che io non capivo.Lo guardai sorpreso. Ripeté il movimento – un movimento grottesco. "Non capisce?", mi disse. "No", risposi."Allora lei non è della confraternita?" "Come?""Non è massone." "Sì, sì", dissi, "sì, sì." "Lei? Impossibile. Un massone?" "Un massone", replicai. "Il segno", disse, "un segno.""E’ questo", risposi, estraendo una cazzuola dalle pieghe del mio roquelaire."Lei scherza", disse, arretrando di qualche passo, "ma andiamo ad assaggiare l’Amontillado!""E sia", dissi, riponendo l’attrezzo sotto il mantello ed offrendogli di nuovo il braccio. Vi si appoggiò pesantemente. Continuammo la nostra strada in cerca dell’Amontillado.Passammo sotto basse arcate, scendemmo, salimmo, scendemmo di nuovo fino ad arrivare a una profonda cripta nella quale l’aria viziata faceva rosseggiare più che splendere le torce.All’estremità della cripta ne apparve un’altra ancora più angusta, le cui pareti erano tappezzate di resti umani, accatastati nella grotta alla maniera in uso delle grandi catacombe di Parigi. Tre lati di questa cripta interna erano così decorati; dalla quarta parete le ossa erano state tirate giù e giacevano sparpagliate per terra, formando in un punto un mucchio di una certa altezza. Dentro la parete così liberata dalle ossa vedemmo una nicchia ancora più interna, o meglio un recesso profondo meno di un metro e mezzo, largo un metro e alto circa due. Non sembrava fosse stata costruita con un preciso scopo, ma che fosse piuttosto formata casualmente dall’intervallo tra due dei colossali supporti della volta delle catacombe e la parete di fondo era costituita da uno dei muri perimetrali di solido granito.Inutilmente Fortunato, sollevando la torcia ormai fioca, tentava di esaminare il fondo di questo recesso. La debole luce ormai alla fine non ci consentiva di vedere."Proceda", dissi, "qui dentro c’è l’Amontillado. In quanto a Luchesi..." "Non sa nulla", interruppe il mio amico, mentre avanzava a stento con me alle calcagna. In un istante aveva raggiunto l’estremità della nicchia e vedendosi bloccato dalla roccia, rimase lì come istupidito. Un momento più tardi io lo avevo incatenato al granito. Dalla sua superficie sporgevano due ganci di ferro distanti poco meno di mezzo metro in senso orizzontale. Da uno di essi pendeva una corta catena, dall’altro un lucchetto. Passatagli la catena attorno alla vita, serrarla fu affare di pochi secondi. Era troppo sbalordito per resistere. Girata la chiave, mi ritrassi dalla nicchia."Passi la mano sulla parete", dissi, "sentirà il salnitro. In verità è molto umido. Lasci che l’implori ancora di tornare indietro. No? Allora la debbo lasciare. Prima però debbo avere per lei tutte le piccole attenzioni che sono in mio potere.""L’Amontillado", esclamò il mio amico, non ancora ripresosi dallo stupore."Giusto", risposi, "l’Amontillado."Appena pronunciate queste parole mi detti da fare in mezzo al mucchio di ossa di cui ho parlato prima. Spostandole, trovai subito una quantità di pietre da costruzione e della calce. Con questi materiali e con l’aiuto della cazzuola, cominciai febbrilmente a murare l’entrata della nicchia.Avevo appena completato uno strato di muratura, quando mi accorsi che l’ubriacatura di Fortunato era in gran parte passata. La prima indicazione mi venne dal pianto lamentoso che saliva dal profondo della nicchia. Non era il pianto di un ubriaco. Ci fu poi un lungo ostinato silenzio. Costruii un secondo, un terzo, un quarto strato di muratura e allora sentii scuotere furiosamente la catena. Il rumore durò parecchi minuti, durante i quali per poterlo sentire più distintamente e con maggior soddisfazione, smisi di lavorare e mi sedetti sopra le ossa. Quando il rumore cessò, ripresi la cazzuola e finii senza interruzioni il quinto, il sesto, il settimo strato. La parete giungeva ora all’altezza del mio petto. Di nuovo mi fermai e tenendo la torcia al di sopra della muratura, proiettai una fioca luce sulla figura che era dentro.Una serie di strilli acuti e penetranti esplose improvvisamente dalla gola della figura incatenata e sembrò spingermi violentemente all’indietro. Per un istante esitai, tremai. Brandendo la spada cominciai a menar colpi alla cieca nel recesso; ma il ragionamento in un momento mi rassicurò. Toccai con la mano la solida struttura della catacomba e mi sentii soddisfatto. Mi riavvicinai alla parete, risposi alle sue grida. Feci loro eco, le accompagnai, le accompagnai, le superai in volume e in potenza e allora l’altro si calmò.Era ora mezzanotte ed il mio disegno era quasi compiuto. Avevo terminato l’ottavo, il nono ed il decimo strato; avevo completato anche una parte dell’undicesimo strato, rimaneva solo una pietra da incastrare e murare. Facendo uno sforzo dato il suo peso, la sistemai quasi nella sua posizione definitiva. Ora dalla nicchia arrivava una leggera risata che mi fece rizzare i capelli in testa. Seguì una voce roca che stentavo a riconoscere per quella del nobile Fortunato. La voce diceva:"Ah! Ah! Ah! Eh! Eh! Eh! un ottimo scherzo, proprio un eccellente giochetto. Ci faremo un sacco di risate a palazzo – Eh! Eh! Eh! – sul nostro vino – Eh! Eh! Eh!". "L’Amontillado", dissi."Eh! Eh! Eh! Eh! Eh! – sì, l’Amontillado. Ma non si sta facendo troppo tardi? Non ci staranno aspettando a palazzo Lady Fortunato e gli altri? Dobbiamo andare." "Sì", dissi, "andiamo." "Per l’amore di Iddio, Montresors!" "Sì", dissi, "per l’amore d’Iddio!"A queste parole, attesi invano una risposta. Divenni impaziente. Chiamai ad alta voce: "Fortunato!".Nessuna risposta. Chiamai di nuovo: "Fortunato!".Ancora nessuna risposta. Spinsi la torcia attraverso la piccola apertura rimasta e la lasciai cadere dentro. In risposta venne solo un tintinnio dei campanelli. Sentii male al cuore, a causa dell’umidità delle catacombe. Mi affrettai a terminare il mio lavoro. Incastrai l’ultima pietra nella sua sede, la murai. Contro la nuova parete costruita rialzai uno schermo di ossa. Per mezzo secolo nessun mortale le ha disturbate. In pace requiescat!

11 febbraio 2007

NEW LOOK

Nuova veste. D'ora in poi tutto B-W. Così se alcune volte avrò voglia di mettere uno sprazzo di colore sarà una gioia per gli occhi...

04 febbraio 2007

THE THING

4 Febbraio 2007

Piu di un cugino.
Più di un amico.
Direi quasi un Supereroe.

La mia Cosa personale.
Pronto a difendermi sempre e ad incazzarsi quando faccio delle stronzate.

Ti voglio sempre al mio fianco... ma mai di dietro...
Tanti auguri piccolo Wima 28enne!

Sotto una foto di Widmer.

Visto che sta indossando gli short probabilmente è stata scattata d'estate. Con molte probabilità siamo all'Approdo e Wima si sta imbestialendo perché sono le sette e sono già finiti gli stuzzichini...

COME ON BABY DO THE LOCOMOTION

Finalmente ci siamo. L'attesa è finita. Lynch in uscita venerdì! Non vedo l'ora.
clicca su COME ON BABY... per vedere il trailer)

Nel frattempo consiglio a tutti di andare a vedere Vero come la finzione (Stranger than fiction). Lo sceneggiatore esordiente Zach Helm è il mio nuovo idolo. Come avevano detto, l'idea ricorda molto quelle di Charlie Kaufman, anche se a tratti il ritmo del film si spezza un po', ma la trovata è davvero geniale. Magari se era diretto da un Jonze o da un Gondry era tutta un'altra roba. Ma comunque merita. Assolutamente da vedere per gli amanti del genere. C'è anche un buon cast. Will Ferrel, Emma Thompson, Dustin Hoffman e Maggie Gyllenhaal (la sorella di Jake).

02 febbraio 2007

FAB FOUR NEWS

Da pochi giorni anche le mie sigarette sono aumentate. Ben 4,00 euro. A grandi linee sono le vecchie 8.000 lire a pacchetto. Ma in fondo è così rilassante fumare. E' uno sfogo per i nervi. E da uno psicanalista spenderei di più per ritrovare il mio equilibrio, quindi non smetto di fumare. Certo che pagare per morire è un po' come andare sulla statale e pagare per prenderlo nel culo. Ma i vizi sono vizi. E anche se signor Philp Morris cerca di farmi smettere, io non mollerò mai!

Finalmente una grande notizia in un periodo di magra per i serie-tv maniaci come me! Lost è andato temporaneamente in pausa e di Prison Break e di My name is Earl si aspetta la 2° serie, ed io mi credevo disperato... quand'ecco... ho visto la luce! Dove? Alle 7.40 del mattino. Su Rete4... Quando? Tutti i giorni! Cosa? CASA MEDIASHOPPING! Giuro. Ora mi rendo conto che la tv italiana inizia a spaventarmi. Ormai credo che non ci siano più limiti e mi terrorizza non sapere fin dove si può spingere. Comunque è una serie tv nella tipica tradizione di Friends, ma qui la location è casa MediaShopping e ogni tanto i protagonisti (anche la bionda super fitness) usano la panca per addominali e il digitale terrestre e mettono i cd con il meglio della musica italiana etc etc... appena ho sentito la notizia ho subito pensato a The Truman Show. Dove la moglie, magari nel bel mezzo di una lite, pubblicizzava una passata di pomodoro o che ne so delle forbici da giardino. Ovviamente non mi sveglierò mai alle sette per vedere 'sta cagata, ma se c'è qualcuno che si sveglia presto, mi farebbe piacere sentire qualche commento... Che tristezza...

Infine, una notizia un po' più decente. Il settimo ed ultimo episodio della saga di Harry Potter uscirà nelle librerie inglesi il prossimo 21 luglio. Le voci che c'erano ormai da tempo, sono state confermate oggi congiuntamente dall'autrice, J.K. Rowling, dal suo sito e dalla casa editrice, la Bloomsbury. Il titolo della nuova avventura del maghetto sarà "Harry Potter and the Deathly Hallows". In Italia chissà se lo vedremo per Natale? O magari la Befana? E chissà se la Sara questa volta si metterà il cappello magico... Intanto le librerie del Regno Unito si stanno già preparando per far fronte all'enorme quantità di lettori che correranno ad acquistare il libro per scoprire quale sarà la sorte di Potter. E si scatenerà la caccia all'anticipazione, anche se già l'anno scorso la Rowling ha rivelato che almeno due dei personaggi principali moriranno. A meno che non muoia prima lei... soffocata dai miliardi...

Per concludere, un'altra chicca. Il sistema operativo osannato dalla Microsoft e dal suo papà Bill Gates, Windows Vista, che doveva essere il sistema operativo più sicuro della storia è stato craccato poco dopo l'uscita. Doveva avere funzioni di sicurezza più solide, ma visto che è già disponibile in rete, tanto solide non sono. Credo che ci siano dei problemi per l'aggiornamento, ma credo solo per i prodotti scaricati prima del lancio. E come al solito Microsoft minimizza...